Non chiamateli pesci! Sono mammiferi marini, ma che dico, motoscafi…In grado di viaggiare sopra, dentro e persino sotto l’acqua. Quest’ultima impresa, sebbene soltanto per brevi tratti, sanno come compierla con stile, ad una velocità davvero sorprendente. I tre mezzi della linea Seabreacher, prodotti dalla piccola compagnia americana Innespace Productions, vengono definiti come The Ultimate Diving Machines (le macchine da immersione definitive). E forse, per una volta, non si tratta di un’esagerazione. Sono dei sommergibili biposto, notevolmente affusolati, spinti da un sistema di propulsione vettoriale che si orienta liberamente in ogni direzione, proprio come la coda di un vero abitante degli abissi. Pinne dorsali, laterali e pettorali si occupano della stabilizzazione, fornendo anche ulteriori superfici di controllo. E infatti questi pesci meccanici si guidano, piuttosto che tramite il solito, noioso timone, attraverso una coppia di vere e proprie cloche, non dissimili da quelle degli aerei. La differenza, dal punto di vista della creatività di pilotaggio, è semplicemente rivoluzionaria. Basta guardare uno qualsiasi dei molti video di presentazione, largamente disponibili su YouTube: l’imbarcazione corre, compie degli avvitamenti e s’immerge per poi saltare fuori, quasi a 90 gradi. Parrebbe di assistere a uno show acquatico delle orche di SeaWorld, se non fosse per la scia d’acqua lanciata in aria e la rapidità di spostamento, davvero innaturale. Quest’ultima può raggiungere, nel caso del modello di punta, gli 80 Km/h in emersione e i 40 sott’acqua, potendo senz’altro far la gioia di tutti coloro che coltivano la proverbiale Need For Speed, ovvero la necessità di andar sempre più veloci. A loro si rivolge Seabreacher X, la versione “squalesca” e più recente del dispositivo, dotata di 260 cavalli di potenza per appena 612 Kg di peso. Il rapporto tra i due valori, tanto vantaggioso, risulta pari o superiore a quello di una roadster sportiva purosangue, come una Porsche, Ferrari o Lamborghini. Pensateci! Per i due fratelli minori, leggermente meno estremi, l’azienda si è invece ispirata a creature meno (ingiustamente) temute e dotate di una coppia di polmoni, piuttosto che delle solite branchie: l’adorabile delfino (Seabreacher J) e la già citata orca (Seabreacher Y) rivivono nelle livree di serie, nella dimensione e nel posizionamento delle pinne per ciascun battello, benché il sito ufficiale ne mostri anche di simili ad aerei e astronavi, più o meno fantascientifiche nell’aspetto. Notevole, nel caso del modello balena-killer, è l’optional irrinunciabile dello spruzzo dorsale, attraverso cui l’animale dovrebbe regolarmente liberarsi dell’acqua entrata nel suo apparato respiratorio. L’effetto di un simile exploit coreografico, condotto di fronte a un incredulo pubblico di bagnanti, potrebbe quasi giustificare di per se l’acquisto. Occorre, tuttavia, dimostrare un certo grado di pazienza: ciascun esemplare viene prodotto su richiesta, dopo il versamento di un congruo anticipo sul prezzo complessivo.
La Innespace, fondata e condotta da Rob Innes e Dan Piazza, è famosa anche per un altro mezzo, anche lui pensato per divertire, piuttosto che assolvere ad una specifica mansione. Il suo nome è Jetovator, e sarebbe un’evoluzione dell’ormai classico jetpack acquatico, quello zaino con pompa e tubo, che spruzzando l’acqua verso il basso permette di librarsi sopra la superficie di uno specchio d’acqua o dello stesso mare. La fondamentale differenza sarebbe che, piuttosto che restare con le gambe sospese in aria, l’utilizzatore qui può disporre di una sorta di moto su cui star seduto, con pratiche manopole e una sella adeguatamente imbottita. L’uso del casco è comunque consigliato.
Ma il fascino del Seabreacher, motoscafo del futuro, resta difficile da superare. Col suo aspetto, tanto naturalistico e colorato, pare quasi il veicolo di un supereroe dei cartoni animati, pronto a sconfiggere il crimine facendo la gioia dei suoi molti spettatori. Squali, orche e delfini sono esseri che occupano, da sempre, un posto di primo piano nella nostra fantasia. Chi mai, guardando l’iconico film di Spielberg, Jaws, si è ricordato il nome del sindaco, del poliziotto o dell’infiocinatore… Però tutti amano lo squalo, con i suoi denti aguzzi e la fame senza fine. In Free Willy, quando il piccolo Jesse esorta l’amica orca a saltare oltre la parete di roccia (scena oggetto di mille parodie) quanto sembra ridicolo, piccolo ed inerme, di fronte alla splendida lucentezza di quel maestoso animale bianco nero. E il delfino televisivo Flipper, negli anni ’60 e ’70, era invero lui, l’unico protagonista della serie. Come la supercar del futuro signore dei bagnini, David Hasselhoff, la saccente KITT.
Se vi avanzano 80/90.000 dollari, quindi, non pensateci troppo a lungo. Chi dorme non piglia pesci. O mammiferi marini. E nemmeno simili veicoli stravaganti, degni di un giustiziere del sabato mattina.

